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Filippo Berta. One by One. Serie di talk online

26 gennaio 2021

Still image from the video presentation of Filippo Berta's project One by One

A cura di Giorgia Calò e Francesca Ceccherini

Ogni giovedì, dal 4 febbraio al 25 marzo 2021 alle ore 18.00
sulla pagina Instagram di Nomas Foundation

Nell’era della globalizzazione, dove la comunicazione non ha confini né barriere mettendo in collegamento ogni parte del mondo, ci si scontra con un fenomeno esattamente contrario: la costruzione fisica di muri e recinsioni che dividono paesi, culture e identità.

Il 9 novembre 1989 cade il Muro di Berlino, il 3 ottobre 1990 le due Germanie diventano di nuovo una, il 26 dicembre 1991 si scioglie ufficialmente l’URSS. Nel giro di due anni l’Europa cambia completamente fisionomia, rimandando i loro effetti fino a oggi. Ma se da un lato questi avvenimenti hanno incarnato la sconfitta del regime russo in favore di una democratizzazione capitalista di stampo occidentale, non sono però riusciti a farsi simbolo dell’abbattimento dei muri che separano il mondo, scongiurando l’innalzamento dei tanti altri confini e recinzioni che oggi dividono fisicamente molti Stati.

One by One è un progetto di Filippo Berta, nato con la precisa intenzione di denunciare, attraverso un’azione artistica, i muri di separazione, realizzati o implementati negli ultimi anni. Berta parte dall’Europa (Ungheria, Serbia, Slovenia, Croazia, Turchia, Macedonia del Nord, Grecia, Bulgaria), per arrivare in America (Stati Uniti e Messico), e infine in Asia (Corea del Sud), realizzando riprese video con le persone residenti nei luoghi attraversati, chiedendogli di contare nel loro idioma le spine che costituiscono i fili di recinzione. Un conteggio utopico, impossibile da realizzare completamente ma che ci restituisce, sotto forma di performance partecipativa, una serie di temi sui quali bisogna oggi più che mai riflettere, primi fra tutti la logica stessa del confinamento e la crisi della democrazia, con i conseguenti rigurgiti di odio, intolleranza e discriminazione.

Di fronte alla mappa del mondo che abitiamo oggi che muta senza sosta nei suoi equilibri politici, sociali e ambientali, la nostra capacità di discernimento critico viene intrappolata, senza renderci realmente conto di chi sta al di qua e al di là del confine. I muri diventano oltre che geografici anche mentali e cognitivi, così come mentalmente il muro di Berlino non è mai stato abbattuto, si ripete da trenta anni a questa parte nei tanti confini che si trasformano in vere e proprie frontiere. Sono confini pensati, abitati, vissuti, incarnati nelle parole delle persone, nelle loro traiettorie esistenziali, nel loro modo di intervenire sul territorio. E l’Europa intanto si trasforma in “ciò che sta intorno ai suoi confini”, una fortezza mossa da venti xenofobi e suprematisti, smentendo le costituzioni che dovrebbero disciplinare i singoli paesi, disattendendone i valori. Così Il filo spinato si fa voce narrante delle frontiere, trasformandosi nel suo drammatico simbolo comune.

La forza del lavoro di Filippo Berta sta nel suo sguardo che, attraverso l’obiettivo della videocamera, ci restituisce l’animo di chiunque abiti o semplicemente passi in quei luoghi, coniugando narrazione e riflessione sociale e offrendo una visione poetica e problematica delle trasformazioni politiche mondiali. L’artista ha fatto suoi i sentimenti e le storie di chi ha incontrato, restituendoci un lavoro biopolitico in cui è impossibile discernere arte e vita, indagando sulle possibilità di un indebolimento identitario, sulla crisi dei valori cui dietro ci sono le parole “progresso” e “accoglienza”, non ultimo sul decadimento culturale che si munisce di armi quali la censura. Così al tema dell’immigrazione si unisce una riflessione sul ruolo delle immagini nel racconto delle nostre esistenze e di quegli interstizi che si creano tra spazio geografico e spazio umano.

In attesa della mostra di Filippo Berta One by One che inaugurerà in primavera, Nomas Foundation ospita sulla sua pagina IG One by One talks, a cura di Giorgia Calò e Francesca Ceccherini. A partire da giovedì 4 febbraio, fino al 25 marzo, ogni settimana alle 18.00 saranno invitati pensatori, ricercatori, scrittori, filosofi e curatori per riflettere sui temi cardine del progetto One by One: confini, migrazioni e identità. Obiettivo di One by One Talks è quello di discutere e approfondire queste tematiche, riflettendo sull’Europa e la sua identità, sui flussi migratori e le nuove forme di potere, sui fenomeni di populismo e sovranismo che minacciano le nostre democrazie, sul significato di Stato di diritto, sulla speranza in un futuro di integrazione possibile. Infine si intende sollecitare una riflessione sulla crisi epidemiologica che ha investito l’interno emisfero dallo scorso anno, costringendo i paesi del mondo a chiudersi nei proprio confini, modificando i rapporti fra gli Stati e ponendo nuovi interrogativi dalle cui risposte dipende la definizione del nuovo assetto internazionale.


One by One è un Progetto di Filippo Berta realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell'ambito del programma Italian Council (2019), con la Direzione scientifica di Nomas Foundation e Sapienza Università di Roma in collaborazione con Tools for Culture. L’opera One by One entrerà nella Collezione pubblica della GAMeC - Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.


Parteners: CZKD Centre for Cultural Decontamination, Belgrado (Serbia) | Galeria Miejska - Galleria Civica di Danzica (Polonia) | hase29 Kunstvarein, Osnabruck (Germania) | Istituto Italiano di Cultura, Tirana (Albania) | Istituto Italiano di Cultura, Bruxelles (Belgio) | Istituto Italiano di Cultura, Seul (Corea del Sud) | MigrationsMuseum, Zurigo (Svizzera) | MSU, Museum of Contemporary Art, Zagabria (Croazia) | The Art Foundation, Atene (Grecia) | Accademia di Belle Arti G. Carrara, Bergamo | Contemporary Locus, Bergamo | IED, Istituto Europeo di Design, Venezia | Liceo Statale Mamiani, Roma | Mediterraneo Sicilia Europa, Noto | NABA, Nuova Accademia Belle Arti, Milano | Palazzo Monti, Brescia 


Programma


Giovedì 4 febbraio: Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC - Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo. In conversazione con Francesca Ceccherini


Giovedì 11 febbraio: Eleonora Stassi, Direttrice di MigrationsMuseum di Zurigo e pedagoga. In conversazione con Francesca Ceccherini


Giovedì 18 febbraio: Silvana Greco, Docente di sociologia della cultura e del giudaismo alla Freie Universität di Berlino. In conversazione con Giorgia Calò


Giovedì 25 febbraio: Eugenio Viola, Chief Curator MAMBO - Museo di arte moderna di Bogotà. In conversazione con Giorgia Calò


Giovedì 4 marzo: Francesco De Renzo, Docente di didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali della Sapienza- Università di Roma. In conversazione con Giorgia Calò


Giovedì 11 marzo: Stefano Velotti, Professore di Estetica presso il Dipartimento di filosofia della Sapienza-Università di Roma e Coordinatore del Dottorato in filosofia. In conversazione con Francesca Ceccherini


Giovedì 18 marzo: Claudia Löffelholz, Responsabile della Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive. In conversazione con Francesca Ceccherini


Giovedì 25 marzo: Piero Zanini, Ricercatore al Laboratoire Architecture Anthropologie dell’Ecole Nationale Supérieure d’Architecture di Paris-la-Villette. In conversazione con Giorgia Calò




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