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Francesco Arena, 3,24 mq

Francesco Arena, 3,24 mq. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph. Francesco Cartocci Francesco Arena, 3,24 mq. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph. Francesco Cartocci Francesco Arena, 3,24 mq. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph. Francesco Cartocci Francesco Arena, 3,24 mq. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph. Francesco Cartocci Francesco Arena, 3,24 mq. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Ph. Francesco Cartocci

A cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni

7 maggio - 10 settembre 2008
Opening: mercoledì, 7 maggio 2008 dalle 19.00
Nomas Foundation, viale Somalia 33, Roma

Mercoledì 7 maggio 2008 si inaugura la Nomas Foundation, che nasce dal cammino compiuto da due collezionisti romani Raffaella e Stefano Sciarretta che, attraverso questo progetto, vogliono sostenere e promuovere il lavoro di giovani artisti.
Le loro parole esprimono con chiarezza le ragioni che li hanno spinti a concretizzare tale progetto: Collezionare è un’esperienza che ci ha reso mobili, liberi, aperti fino a desiderare la creazione di un organismo che approfondisse il viaggio fin qui percorso. Nomas è punto d’arrivo e di partenza al tempo stesso, non soltanto per proseguire oltre, ma per sostenere i progetti di tutti coloro che attraverso l’arte contemporanea intendono suggerire altre strade e nuovi viaggi.
Il progetto apre con l’opera di un giovane artista italiano, Francesco Arena, dal titolo 3,24 mq. Il dato numerico del titolo fa riferimento allo spazio della cella di un prigioniero. Come scrive Stefano Chiodi in catalogo: La cella è il rifacimento in scala 1:1 dell’ambiente ricavato all’interno di un appartamento in via Montalcini 8 a Roma, dove, in base alle testimonianze di Anna Laura Braghetti, Prospero Gallinari e Mario Moretti, tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 Aldo Moro avrebbe trascorso i suoi ultimi cinquantacinque giorni di vita prigioniero delle Brigate Rosse. Trenta anni fa… La cella è un’opera d’arte politica… Un’opera politica, non un’opera sulla politica. Non sul detto, sul meccanismo visibile, sul gergo, i simboli, e neppure, anche se questo è il suo punto di partenza, sulla storia politica italiana. Piuttosto sulla politica come processo di cui l’arte è una componente (necessaria, è il postulato).
La scelta dell’opera di Francesco Arena, oggi trentenne, è stata dettata da una riflessione: il tempo dei nostri giorni sembra scorrere troppo in fretta, tanto velocemente da travolgere anche la memoria del passato. Ricordare è talvolta un esercizio doloroso, ma indispensabile per mantenere viva la coscienza.
In occasione dell’apertura della fondazione sarà pubblicato un catalogo bilingue (italiano-inglese) con una presentazione di Raffaella e Stefano Sciarretta e testi critici su Francesco Arena di Stefano Chiodi e Alessandro Rabottini.

ufficio stampa: Novella Mirri


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