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Beverly Barkat. AFTER THE TRIBES

3 ottobre 2018

Beverly Barkat, After the Tribes, 2018. Installation preview in Israel. Ph. Micheal Amar Beverly Barkat working in her Jerusalem studio, 2018. Movie still from a film about the artist's work made by Tor Ben-Mayor Beverly Barkat working in her Jerusalem studio, 2018. Movie still from a film about the artist's work made by Tor Ben-Mayor

A cura di Giorgia CalĆ²

11 ottobre - 31 dicembre 2018
Ingresso libero, 9.30 - 19.00, chiuso il lunediĢ€
Opening: 10 ottobre 2018 dalle 18.30 alle 21.30 (su invito)
Museo Boncompagni Ludovisi, via Boncompagni 18, Roma

Eā€™ trascorso poco piuĢ€ di un anno dal successo di Evocative Surfaces, la grande mostra al Museo di Palazzo Grimani durante la scorsa Biennale dā€™Arte di Venezia che ha consacrato Beverly Barkat nello scenario artistico contemporaneo.
Il legame con lā€™Italia continua e Beverly Barkat presenta a Roma After the Tribes, unā€™installazione site specific curata da Giorgia CaloĢ€ col supporto di Nomas Foundation, su invito del Polo Museale del Lazio e dellā€™Ufficio culturale dellā€™Ambasciata di Israele in Italia, che inaugura il 10 ottobre nei suggestivi spazi del Museo Boncompagni Ludovisi.
Lā€™artista parte dalla materia e lavora sulla sua stratificazione, per generare unā€™opera che vive di vita propria, ma dialoga armonicamente con il luogo che la ospita. Un viaggio evocativo e fluttuante, che questa volta affonda le radici nel Vecchio Testamento alle origini della storia del popolo ebraico.
After the Tribes eĢ€ unā€™installazione potente, concepita appositamente dallā€™artista per il Museo Boncompagni Ludovisi, che ripercorre una storia millenaria riportandola nel presente, creando un sottile dialogo tra lo sguardo dei visitatori, il lavoro dellā€™artista e la sala del Museo.
After the Tribes eĢ€ unā€™imponente torre di quattro metri, ben connessa al terreno ma al contempo trascendente, che verraĢ€ collocata nello splendido Salone delle Vedute, che ospita le pitture murali dei viali alberati e del parco di Villa Ludovisia. Le forme geometriche primarie che decorano sia gli interni che le facciate del villino novecentesco vengono in parte riprese nelle linee dellā€™opera di Barkat, creando cosiĢ€ una dialettica tra antico e contemporaneo. Lā€™architettura metallica eĢ€ scandita in dodici riquadri che rappresentano le dodici tribuĢ€ dā€™Israele da cui discende il popolo ebraico.
Ognuna delle dodici tribuĢ€ si distingueva per una specifica trama cromatica, riproposta sugli stendardi e sulle pietre preziose che decoravano i pettorali dei Sacerdoti. Questi stessi colori sono stati ripresi dallā€™artista attraverso un complesso percorso di ricerca, raccolta, catalogazione e riutilizzo di materiali della propria terra. Conchiglie, pietre stratificate o semi-preziose, sabbia, roccia e argilla provenienti dalle caverne, dal deserto, dal mare e dalle montagne di Israele diventano i colori essenziali e concettuali dellā€™installazione di Barkat. I dodici dipinti circolari si offrono allo sguardo del visitatore su entrambi i lati. Il lato ruvido e materico eĢ€ quello su cui ha lavorato direttamente lā€™artista, lā€™altro si scorge dalla trasparenza stessa del supporto in pvc che ne mostra gli strati di colore, i segni e la loro reale consistenza sotto una pellicola liscia e lucida.
ā€œIl lavoro dellā€™artista si concentra sul colore e sulla materia per approdare ad un complesso universo di simboli e citazioni ā€“ spiega la curatrice Giorgia CaloĢ€ - e lo fa mediante il suo inconfondibile gesto pittorico che trae ispirazione tanto dalla tradizione classica, quanto dai movimenti dellā€™arte moderna come lā€™Espressionismo Astratto. Il suo lavoro potremmo definirlo alchemico, nel momento in cui trasmuta le sostanze assumendo connotati mistici e spirituali, oltre che fisici.ā€
Riferimenti materici, cartografici, cabalistici e simbolici trasformano After the Tribes in un viaggio che ci conduce attraverso una storia millenaria, per ritornare al contemporaneo riflettendo sulle origini dei popoli, oltrepassando ogni contingenza politica.

Beverly Barkat, cenni biografici
Nasce a Johannesburg (Repubblica Sudafricana) nel 1966, per poi trasferirsi in Israele nel 1976. Figlia di artisti cresce completamente immersa nellā€™arte. Dopo la laurea in Belle Arti presso lā€™Accademia di Belle Arti e Design ā€œBezalelā€ di Gerusalemme, inizia a lavorare con argilla, metallo e vetro, per dedicarsi infine allo studio del disegno e della pittura a olio nellā€™ambito della master class tenuta da Israel Hershberg alla Jerusalem Studio School. Mossa da un profondo interesse verso la sperimentazione di nuovi materiali, noncheĢ dal desiderio di scoprire il potenziale e lā€™energia insiti nello spazio architettettonico, Barkat si immerge completamente in progetti architettonici. Tra questi si annoverano la realizzazione e il rinnovo di spazi in condivisione, abitazioni private e biblioteche di scuole elementari, in questā€™ultimo caso nellā€™intento di migliorare il clima scolastico. Nel 2009 Barkat apre un suo studio a Gerusalemme, nel quale porta avanti lo sviluppo del peculiare linguaggio artistico che le eĢ€ proprio. Nello specifico, indaga il disegno e la pittura su carta, tele auto costruite e pvc mediante lā€™uso di strumenti misti, unendo le abilitaĢ€ e le tecniche acquisite nellā€™ambito delle varie discipline artistiche in cui si eĢ€ specializzata.

Ufficio stampa: Elena Pardini | +39 348 3399463 | elena@lightboxgroup.net | www.lightboxgroup.net


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