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Dario Passi. PITTURA DI SEGNI / SEGNI DI PITTURA

23 gennaio 2018

Dario Passi, Bianco India Dario Passi, Struttura n. 5 Dario Passi, Zeitgeist Dario Passi, Paesaggio aperto Dario Passi, Paesaggio eoliano

A cura di Maria Grazia Tolomeo

1 febbraio 2018 - 13 aprile 2018
Opening: 31 gennaio 2018, ore 18.00
Nomas Foundation, viale Somalia 33, Roma

Nomas Foundation presenta la mostra di Dario Passi dal titolo PITTURA DI SEGNI / SEGNI DI PITTURA, una serie di tele di grandi dimensioni e di piccole carte dalla produzione recente dell’artista, una ricerca che esalta la molteplicità dei segni che vediamo invadere la totalità dello spazio, superfici e pavimenti. Dopo aver abbandonato il disegno progettuale, le leggi accademiche del suo essere architetto, Passi ha iniziato a raccontare il valore diretto e autonomo del segno, a rivelare un nuovo modo di esprimersi al di là di figurazione e astrazione ritrovando nel suo programma pittorico i legami a suo tempo contratti con l’area dell’astrazione poetica e del segno di Cy Twombly e Gastone Novelli. Il suo gesto diventa simbolo di una libertà condizionata solo dal rapporto che egli stesso determina di volta in volta tra pensiero, immagine e parola.

Le forme, le linee, i grovigli, in parte disordinati in parte geometricamente definiti, sono fermamente ancorati alla bidimensionalità della tela o del foglio, ma anche alla ricerca di un’amata tridimensionalità, e mostrano la volontà di volersi liberare da ogni possibile struttura. Fluttuano sulle superfici non irrigidite da cornici o supporti: le tele sono fissate direttamente alle pareti o semplicemente appoggiate sul pavimento a ricreare le condizioni del loro formarsi nello studio dell’artista.

La grande esperienza di architetto lo sostiene nel formulare un nuovo linguaggio necessario non per progettare edifici reali, ma per evocare un nuovo universo. Eliminata la necessità del costruire urbano Passi esplora il mistero dell’uomo, da sempre manifestato attraverso una ripetizione di segni, e il mondo visibile del reale lascia il posto a forme visionarie che ripetute danno luogo a un nuovo linguaggio.

I lavori su tela, velluto o legno sono 10, mentre le carte libere o intelate sono 5, mostrate insieme ad una doppia serie di piccoli disegni, ciascuna formata di 60 fogli, e a due elementi scultorei.

Uno slideshow che mostra l’artista al lavoro viene proiettato all’interno dell’esposizione.

La mostra è accompagnata da un piccolo catalogo presentato da Raffaella Frascarelli, con scritti di Maria Grazia Tolomeo, Ilaria Gianni, Teresa Macrì e Tiziana Musi, insieme a una riflessione dell’artista e a una dedica di Giorgio Muratore.

Opere di Dario Passi sono state acquisite nelle collezioni permanenti del Centre Pompidou di Parigi, del Deutsches Architekturmuseum di Francoforte, del Frac Center-Val de Loire di Orléans, del Macro di Roma e sono presenti in diverse collezioni private.


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