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Sreshta Rit Premnath. Cadere/Rose

Sreshta Rit Premnath, Cadere/Rose. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Here, 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Rosa Rosae, video still, 2017. Courtesy of the artist. Sreshta Rit Premnath, Rosa Rosae, 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Cadere/Rose, 2017. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Here, 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Monochrome, 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Cadere/Rose. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Monochrome, 2017. Courtesy of the artist. Sreshta Rit Premnath, Monochrome, 2017. Courtesy of the artist. Sreshta Rit Premnath, Cadere/Rose. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Recto/Verso, 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Cadere/Rose. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Here (detail), 2017. Installation view, Nomas Foundation, Rome. Courtesy of the artist. Ph. Marco Passaro Sreshta Rit Premnath, Rosa Rosae, video still, 2017. Courtesy of the artist. Sreshta Rit Premnath, Monochrome, 2017. Courtesy of the artist.

Ideazione del progetto: Raffaella Frascarelli e Maria Rosa Sossai
In collaborazione con ALAgroup

8 marzo - 12 aprile 2017
Inaugurazione martedì 7 marzo 2017 ore 19.00
Nomas Foundation, viale Somalia 33, Roma

Cadere/Rose, la prima mostra personale in Italia di Sreshta Rit Premnath, si articola come una costellazione di relazioni che intercorrono tra l’artista concettuale André Cadere (1934, Varsavia – 1978, Parigi) e i venditori di rose immigrati di Roma.
Recto/Verso può considerarsi la cifra della mostra: le fotografie di Rit Premnath con in mano un bouquet di rose rosse, sono inserite in una pagina speculare a quella del catalogo Documenting Cadere, in cui compaiono le ultime tre fotografie di Cadere, scattate poco tempo prima della sua prematura morte. Premnath immagina che l’asta rotonda che Cadere tiene in mano negli scatti che lo ritraggono, funzioni in maniera analoga alle rose dei venditori ambulanti, partendo dall’ipotesi che entrambi gli oggetti siano portatori di valori simbolici e monetari in contraddizione tra loro. Cinque metri pieghevoli, dipinti con estratto di rosa, limatura di ferro e pigmento verde fosforescente, sono poggiati contro le pareti, simili sia a dei corpi stanchi sia a segnali, indicatori o indici. Dal titolo Here, proseguono la ricerca già iniziata da Premnath sui metri pieghevoli che alludono a dei corpi e al contempo occupano e misurano lo spazio. I tre grandi Monochromes su vinile raffigurano dei graffiti scritti contro la polizia a Torpignattara (Roma), coperti con della vernice bianca dalla polizia stessa. Le tre stampe testimoniano l’interesse dell’artista per le cancellature e gli oscuramenti censori i quali, in realtà, diventano strumenti che rendono le cose ancora più visibili di quanto non lo fossero prima. Il video Rosa Rosae, infine, è il frutto di una collaborazione con l’artista e danzatore Kuldeep Singh, esperto di una danza indiana tradizionale – Odissi –, il quale esegue una serie di improvvisazioni associate ai gesti dei venditori di rose di Roma e alle strutture ritmiche delle aste di André Cadere.

La mostra continua il lavoro iniziato, su invito della Direzione Generale del MIBACT, con il laboratorio Come vivere insieme: la scuola comune, condotto da ALAgroup e Rit Premnath durante la sua residenza a Roma, nel gennaio 2017, insieme agli studenti dell’Istituto Einaudi. Copie della fanzine prodotta dagli studenti durante il laboratorio, Ti porgo una rosa, sono esposte in mostra, insieme alla documentazione video dell’intervista fatta dagli studenti a Bachcu Siddique, responsabile di Dhuumcatu, la comunità sud-asiatica che ha sede a Torpignattara.

Desideriamo ringraziare Dhuumcatu che ci ha accolti con grande calore e disponibilità, permettendoci di scoprire aspetti inediti della comunità Bangla di Tor Pignattara, attraverso le storie individuali dei suoi membri. Roma è divenuta la casa della seconda maggiore comunità bengalese in diaspora in Europa, dopo Londra. I quartieri di Tor Pignattara, Esquilino, Quadraro e Casilino ospitano una delle più numerose comunità di immigrati a Roma, che pubblica un quotidiano, gestisce un canale TV e organizza incontri e manifestazioni culturali. Dhuumcatu è diventata così una voce per i membri più vulnerabili di questa comunità, impegnati nella vendita dei fiori o di oggetti per turisti, agli angoli delle strade, nella gestione di banchi dei mercati rionali, nella ristorazione, ecc.
Il Bangladesh è un paese grande la metà dell’Italia, con più di 169 milioni di abitanti, le cui condizioni economiche sono così difficili da costringere molti dei suoi cittadini a emigrare in altri paesi in cerca di migliori prospettive di vita. In un momento in cui assistiamo in tutto il mondo alla crescita della xenofobia e delle violenze di stampo razziale, sentiamo il dovere e la responsabilità di ascoltare, sostenere e celebrare questa comunità che è parte integrante di Roma.

Sreshta Rit Premnath (1979, Bangalore, India) vive e lavora a New York.
Ha studiato presso The Cleveland Institute of Art, Bard College e il Whitney Independent Study Program. E’ un artista che lavora con diversi media, con i quali investiga i sistemi della rappresentazione e riflette sui processi attraverso i quali le immagini diventano “icone” e gli eventi divengono Storia. È anche fondatore ed editor della pubblicazione Shifter e insegnante alla Parsons Fine Arts di New York.

ALAgroup Accademia Libera delle Arti è una piattaforma indipendente per l’educazione e l’arte contemporanea che concepisce la pratica artistica come un processo di conoscenza condivisa.
ALAgroup ha curato, tra gli altri, UN’EDUCAZIONE (2103), un ciclo di sei laboratori e mostre di artisti presso il FAI Villa e Collezione Panza, Varese. Nel 2016 la residenza e il workshop WE+MUSEUM = TO DREAM A VISION OR TO VISION A DREAM degli artisti Valentina Bonizzi e Driant Zeneli nel campo profughi Dheisheh di Betlemme nell’ambito del progetto Campus in Camps.
Membri di ALAgroup sono Maria Rosa Sossai (cofounder), Maria Pia Bevilacqua, Sara Maria d’Onofrio, Alessandro Mingione e Marco Passaro.


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